Verniciatura degli interni per treni: atossicità e sicurezza

23/09/2019

Verniciatura degli interni per treni: atossicità e sicurezza

 

Le crescenti preoccupazioni circa l'impatto delle vernici chimiche sulla salute e sull'ambiente hanno portato a una crescente richiesta di vernici non tossiche. Grazie alle normative ambientali che hanno costretto le aziende produttrici di vernici convenzionali a ridurre significativamente il contenuto di COV all’interno delle vernici, la maggior parte delle grandi aziende produttrici si è adeguata ed ha modificato i propri processi produttivi allo scopo di abbassare sotto la soglia di sicurezza il contenuto tossico nelle proprie vernici, tuttavia però, molte di queste contengono ancora solventi COV, pigmenti chimici e fungicidi.
I COV sono composti chimici organici (a base di carbonio) che evaporano facilmente nell'atmosfera e sono noti per essere uno dei principali responsabili del cambiamento climatico globale. Molti di essi sono altamente tossici e legati a numerosi problemi di salute come malattie respiratorie, asma, vertigini, mal di testa, nausea, affaticamento, disturbi cutanei, irritazione oculare, danni al fegato e ai reni e persino il cancro. Le moderne vernici chimiche continuano ad emettere COV anche dopo molti anni dalla loro applicazione.
Per questo Gesa Industry pone estrema attenzione sulla scelta dei composti da utilizzare per la verniciatura degli interni per treni e rotabili, per garantire sempre, oltre alla qualità delle finiture, anche massima sicurezza all’utente finale che verrà a contatto con le varie superfici degli interni.

 

Gesa Industry

 

Ma come si riconosce una vernice sicura e non tossica?
Le vernici non tossiche sono spesso chiamate vernici a basso contenuto di VOC, No-VOC, VOC-Free, inodore, “green”, naturali o organiche, ma non esistono norme fisse per la definizione di queste etichette e spesso sono utilizzate in modo improprio per scopi di marketing.
Per aiutare quindi i consumatori a prendere le giuste decisioni sui loro acquisti, diversi paesi hanno legiferato sull’argomento determinando etichette standard che indicano se la vernice ha soddisfatto determinati requisiti ambientali, in conformità con le normative governative. Queste etichette possono essere trovate come logo sulle lattine di vernice e comprendono il marchio europeo che identifica il prodotto ecologico. Nel Regno Unito già dal 2009 ad esempio vengono utilizzate etichette VOC, che indicano il contenuto di COV utilizzando una delle cinque classificazioni: Minimo (0-0,29%), Basso, Medio, Alto e Molto Alto (contenuto di COV superiore al 50%).
Grazie a questi cambiamenti, negli anni, molte vernici convenzionali hanno raggiunto livelli di COV molto bassi, fino addirittura ad eliminarli del tutto nel caso delle vernici che utilizzano l'acqua, o oli naturali, come vettore al posto dei solventi petrolchimici cancerogeni.

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